Martedì, Settembre 25, 2018
   
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portraits d'indochinePORTRAITS D'INDOCHINE

di Duccio Pugliese

Laos e Cambogia. In questi due piccoli Stati dell’Indocina le ferite trentennali della cosiddetta “guerra americana” (la guerra del Vietnam che coinvolse anche i paesi vicini) e della politica genocida dei Khmer rossi, si rimarginano lentamente.
Oggi entrambi i Paesi devono fare i conti con i molti compromessi che la globalizzazione impone loro (ciò vale pure per il Laos nonostante esso sia ad economia socialista), con la corruzione, con modelli di sviluppo che inesorabilmente intaccano le culture locali. Senza contare lo sfruttamento del territorio e delle materie prime (in primis il legname) ad opera di società straniere. Inoltre la presenza di mine e di bombe inesplose nelle campagne costituisce ancora un serio pericolo per la popolazione. Ma la gente continua a sorridere. Tra i caratteri che più colpiscono il viaggiatore nel risalire il corso del Mekong, c’è il grande spirito di festa che accomuna popoli ed etnie diverse nei giorni del Capodanno Buddista. Tale data viene calcolata in base alle fasi lunari e cade sempre intorno alla metà di aprile, nel periodo più caldo e secco dell’anno.La ricorrenza è legata al ciclo delle stagioni ed è propiziatoria per le messi e per la pesca poichè ad essa seguirà il monsone di maggio e giugno che allagherà di nuovo le risaie ed alzerà il livello dei laghi contribuendo così al loro ripopolamento ittico.
Durante la festa del Capodanno l’acqua purifica ogni cosa: le statue del Buddha, i templi, le persone stesse, le quali si innaffiano vicendevolmente ingaggiando per le strade delle vere e proprie battaglie di spruzzi.
La mostra presenta alcuni ritratti colti durante la settimana di preparazione del Pi Mai Lao (in Laos) e del Capodanno Khmer (in Cambogia). Persone dedite alle attività quotidiane o fotografate in momenti di festa e durante i riti di purificazione e di culto degli antenati.

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